Un team italiano si aggiudica la Zero Robotics

L’edizione 2018 di Zero Robotics ha sorriso all’Italia. La finale della competizione tra ragazzi delle scuole superiori di tutto il mondo si è svolta l’11 gennaio 2018 ed ha visto la partecipazione di studenti provenienti da 8 paesi europei: Italia, Federazione Russa, Francia, Germania, Grecia, Polonia, Romania, Regno Unito. Il primo posto è andato ad un team tutto italiano.

Dopo un estenuante testa a testa, seguito in diretta dagli europei nel Politecnico di Torino ed in videoconferenza con i concorrenti statunitensi riuniti al Mit di Boston e quelli australiani, ospitati all’Università di Sydney, la formazione italiana è riuscita a spuntarla sui colleghi USA.

Il team italiano, chiamato BeachPin1701 era composto da studenti dell’Itis “Pininfarina” di Moncalieri, dell’Itis “Galileo Galilei” di Livorno e del Liceo “Leonardo da Vinci” di Treviso.

Anche Padova, nel suo piccolo, si è tolta qualche soddisfazione. La squadra del liceo Fermi infatti, per la sesta volta in sette anni, è riuscita ad accedere alle fasi finali della competizione. Dopo il podio del 2017 quindi, ancora una buona prestazione per gli studenti patavini.

Padova ancora sul podio dello Zero Robotics

La “Zero Robotics Competition” è stata organizzata, per la parte europea, dal Politecnico di Torino insieme all’Agenzia spaziale italiana, all’Università degli Studi di Padova, all’Ufficio scolastico piemontese e alla Rete Robotica a scuola.

CHE COS'È LA ZERO ROBOTICS

La Zero Robotics è una competizione per scuole superiori. Gli studenti devono programmare delle SPHERES (Synchronized Position Hold Engage and Reorient Experimental Satellite) per completare una serie di giochi. Questi piccoli robot sono poi testati da un astronauta all’interno della Stazione Spaziale Internazionale (ISS).

Per vincere quindi, i partecipanti dovranno realizzare questi piccoli satelliti controllando la loro velocità, la rotazione ed il movimento. Durante le prove finali infatti, queste SPHERES dovranno spostarsi, navigare in mezzo ad altri oggetti essendo autonome, cioè avendo la gestione anche della loro energia.

RIGUARDA LA FINALE

Antonio Massariolo
Chi è Antonio Massariolo
<p>Ho un progetto che parla di #mafialnord (http://www.109-96.it ), lavoro in radio @radiobue, scrivo su @veneziatoday e ho un canale telegram @lostrillone</p>
  • AF

    venerdì 12 gennaio 2018 @ 12:03

    Gli
    studenti delle tre scuole del team BeachPin1701, primo a pari merito.
    Dall’alto: Itis “Pininfarina” di Moncalieri, Itis “Galileo Galilei” di
    Livorno e Liceo “Leonardo da Vinci” di Treviso

    Un torneo tra studenti delle scuole superiori di tutto il mondo che si sfidano nella programmazione degli Spheres, piccoli satelliti sferici ospitati all’interno della Stazione spaziale internazionale (Iss): la Zero Robotics Competition,
    organizzata per l’Europa da Politecnico di Torino, Asi, Università
    degli studi di Padova, Ufficio scolastico regionale del Piemonte e Rete
    Robotica a scuola e coordinata da Leonardo Reyneri del Politecnico, si è
    conclusa ieri, giovedì 12 gennaio, proprio al Politecnico, che ha
    ospitato 150 ragazzi arrivati in finale e provenienti
    da 8 paesi europei: Italia (13 scuole), Federazione Russa, Francia,
    Germania, Grecia, Polonia, Romania, Regno Unito. Tra questi, gli alunni
    di tre scuole piemontesi: l’Itis Pininfarina di Moncalieri, l’Istituto
    internazionale Edoardo Agnelli di Torino e il Liceo scientifico F.
    Vercelli di Asti.

    Il testa a testa finale ha visto protagoniste due alleanze di scuole: l’americana Naughty Prions and Lions e il team tutto italiano BeachPin1701,
    composto da studenti dell’Itis “Pininfarina” di Moncalieri, dell’Itis
    “Galileo Galilei” di Livorno e del Liceo “Leonardo da Vinci” di Treviso.
    La sfida si è conclusa con un pari merito tra i due team, entrambi
    vincitori dell’edizione 2017 di Zero Robotics. Premiati anche i ragazzi
    del Liceo “Cecioni” di Livorno e del Liceo “Agnelli” di Torino,
    vincitori della virtual final, la finale della seconda categoria del campionato.

    Gli studenti finalisti hanno potuto assistere in diretta alle ultime
    fasi della competizione, che si sono svolte a bordo della Iss e in
    collegamento con il Mit di Boston e con l’Università di Sidney, dove si
    sono ritrovati per assistere alla finale gli studenti provenienti da
    Stati Uniti e dall’Australia. I finalisti si sono misurati nella
    programmazione degli Spheres (Synchronised Position Hold, Engage, Reorient, Experimental Satellites), robot spaziali
    della dimensione di una palla da bowling, già utilizzati dalla Nasa
    all’interno della Stazione spaziale per collaudare cicli di istruzioni,
    per eseguire rendezvous autonomi e operazioni di attracco.
    Queste macchine vengono inoltre utilizzate sperimentalmente per la
    manutenzione e l’assemblaggio di satelliti e per il volo di formazione.

    La competizione, nata nel 2009 nel Laboratorio di sistemi spaziali
    del famoso Massachusetts Institute of Technology di Boston (Mit), ha
    coinvolto quest’anno circa 70 istituti europei, 100 americani e 50 australiani, per un totale di circa 2000 studenti. Ogni
    squadra è composta da 5 a 10 studenti e coordinata da un docente della
    scuola esperto di programmazione. Ogni anno ai team viene affidata una
    missione. Quest’anno i ragazzi dovevano cimentarsi con la ricerca di
    forme di vita primordiale (batteri) sulla luna Encedalus di Saturno,
    trivellando campioni per riportarli a terra.

    Per vincere la gara è richiesta la cooperazione tra squadre di
    diverse scuole, in gironi che vedono schierarsi alleanze di diversi
    istituti di vari continenti. La prima fase prevede lo sviluppo di simulazioni al computer
    attraverso l’uso di un server del Mit. In questo modo è possibile
    rilevare eventuali errori nella programmazione dei robot. Al termine di
    questa fase, le squadre possono allearsi e collaborare fra loro per
    ottenere assieme un programma più efficace. La fase successiva è
    costituita da una gara preliminare a eliminazione, dalla quale solo 42
    squadre hanno passato il turno; i programmi di questi team sono stati
    caricati direttamente sugli Spheres presenti sulla Stazione spaziale per
    la finale, dove i programmi dei gruppi vincitori sono stati eseguiti
    sotto l’attenta supervisione degli astronauti.

    La finale mondiale, che si è tenuta quest’anno a Torino, è stata
    organizzata da Politecnico di Torino con il sostegno finanziario e
    organizzativo della Fondazione Its Aerospazio Meccatronica, insieme ad
    Amma, Unione Industriale di Torino, Camera di commercio di Torino,
    Turismo Torino e Città Metropolitana.