Claudia Cecchetto: volare in Giappone grazie ad un Marie Curie

Claudia Cecchetto è una post-doc in bioingegneria dell’Università di Padova che come molti suoi colleghi ha sempre la valigia pronta. Claudia infatti, grazie al suo progetto di ricerca Grace, ha vinto un Global Fellowship e tra poco si trasferirà in Giappone.

“Dopo la laurea in Fisica mi sono specializzata nell’ambito delle neuroscienze – ha dichiarato la vincitrice della borsa Marie Curie ai nostri microfoni -. In particolare studio tutti i circuiti neuronali che si sviluppano nell’area dove c’è la codifica del tatto”. Lo fa studiando come la codifica di questo senso viene percepita dall’ambiente esterno e come passa nelle varie aree del cervello.

“Andrò ad Okinawa, un’isola nella zona sud del Giappone, all’Okinawa Institute of Science and Technology. Ho sviluppato il mio progetto incentrandolo proprio su questo istituto – ha continuato Claudia Cecchetto – perché lì c’è già una collaborazione in atto, per cui abbiamo pensato di impostare una ricerca su uno studio che andrà ad approcciare l’area somatosensoriale nel ratto. Lo faremo grazie ad un approccio duale, affiancando l’imaging del cervello tramite fluorofori (tinte fluorescenti) sensibili alle variazioni dei potenziali neuronali a registrazioni elettriche tramite probes impiantabili, che sono state sviluppate grazie ad un altro progetto di ricerca finanziato dall’Unione Europea vinto dal prof. Vassanelli nel 2012″.

Che cos’è il Marie Curie Fellowship

Il Marie Curie Fellowship è destinato ai ricercatori di qualsiasi grado o nazionalità. Come recita una nota presente sul sito dell’Unione Europea “possono essere ammessi a beneficiare dei finanziamenti ricercatori impegnati in ogni disciplina, dall’assistenza sanitaria che salva vite umane alla ricerca pura. Le azioni Marie Skłodowska-Curie permettono inoltre di sostenere i dottorati industriali, che combinano la ricerca accademica con il lavoro in azienda, e altre misure di formazione innovative volte a migliorare le prospettive di lavoro e lo sviluppo professionale”.

Osticino
Chi è Osticino
A metà tra l'intrattenitore e il giornalista: racconto storie e ci facciamo due risate. Mi piace parlare di biciclette, di avventure strane e di tutto quello che è "alternativo". Ho anche un progetto di audio documentari che raccontano i beni confiscati alla mafia in Veneto