Il video di “All The Stars” di Kendrick Lamar accusato di furto d’opera

L’uscita del film Black Panther ha fatto un gran parlare di sé nell’ultimo periodo: sia perché si tratta del primo film che ha come protagonista un supereroe africano sia per la colonna sonora originale curata da Kendrick Lamar.

Fresco di cinque vittorie agli scorsi Grammy Awards, il rapper di Compton si è dedicato con grande entusiasmo al progetto, visto come la possibilità di valorizzare la cultura africana. Un’intenzione che si è concretizzata nel videoclip ufficiale di All The Stars, con il featuring di SZA.

Si tratta di un video visivamente spettacolare, curato dallo stesso Lamar sotto la direzione di Dave Meyers, che però è andato incontro ad pesanti accuse di plagio e riproduzione non autorizzata. Secondo quanto riportato dal The New York Times, l’artista britannica-liberiana Lina Iris Viktor ha accusato il team di produzione del videoclip di aver utilizzato alcuni dettagli dei suoi lavori senza autorizzazione. L’artista ha inoltre dichiarato di essere già stata contattata diverse volte nel corso del 2017 per conto di un’agenzia alle dipendenze di Disney-Marvel per realizzare dei lavori ispirati al film Black Panther, ma si è rifiutata per motivi economici e personali.

Lo stile di Lina Iris Viktor è molto particolare ed estremamente riconoscibile. si tratta di una pittura dorata su fondo nero rappresentante simboli ed immagini provenienti dalla cultura africana.

Mettendo a confronto le sue opere con i 19 secondi di video nei quali compaiono simboli dorati su fondo nero il richiamo è pressoché immediato. Il vero problema, come dichiarato dalla presidente della Copyright Society of the USA Nancy E. Wolff, è che i simboli rappresentati non sono esattamente gli stessi utilizzati dall’artista e lo stile artistico in quanto tale non è soggetto al diritto d’autore.

Si tratta di un caso sicuramente interessante che solleva importanti questioni riguardo al diritto d’autore. Pensando alla musica, nulla vieta ad un artista di scrivere un brano “in stile di”, in quanto il plagio è riferito a elementi molto specifici come l’utilizzo della stessa melodia o progressione armonica. Si può dire piuttosto che “la copia dello stile” da parte di molti artisti sia responsabile della nascita dei generi musicali, che si basano per forza di cose su l’utilizzo di forme standardizzate. Il reggae senza chitarre in levare non esisterebbe, così come la jungle privata del suo classico sample di batteria.

Ma per quanto riguarda l’arte visiva si può applicare lo stesso criterio? Se vediamo le stesse opere di Lina Iris Viktor possiamo notare una inevitabile influenza da parte del maestro del seccessionismo viennese Gustav Klimt, per via dell’utilizzo dell’oro e delle figure femminili circondata de forme geometriche. In questo caso gli eredi di Klimt potrebbero rivalersi sull’artista?

La mia è ovviamente una provocazione in quanto stiamo parlando di un’artista vivente (e in ogni caso i diritti degli eredi di Klimt sulle opere sono terminati nel 1988) e il suo lavoro è talmente caratteristico da saltare immediatamente all’occhio anche di una persona non particolarmente esperta. Non dobbiamo dimenticarci inoltre che il videoclip, per quanto dotato di una propria dignità artistica, è un prodotto concepito prettamente per fini commerciali: si tratta dopotutto di una cartolina promozionale a supporto del film. Vedremo come si risolverà la faccenda, visto che in ogni caso i legali di Lina Iris Viktor dovranno scontrarsi con l’agguerrito studio legale della Disney.

Gustav Klimt - Ritratto di Adele Bloch Bauer (1907)
Tommaso Rocchi
Chi è Tommaso Rocchi
<p>Avidissimo divoratore di musica (e di buona cucina in generale), qui in radio mi occupo della programmazione musicale e di scovare artisti che non avete ancora mai sentito nominare. Se cercate un consiglio musicale, sapete a chi potete chiedere!</p>
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