Svelata l’origine dei coralli di Venezia, le tegnùe

Un recente studio pubblicato su Scientific Report, a cui ha partecipato anche l’Università di Padova, ha permesso di fare chiarezza sulle origini di particolari formazioni coralligene che si trovano nella zona tra Venezia e Chioggia, conosciute come tegnùe.

Stiamo parlando di conformazioni rocciose sommerse alla profondità di oltre 20 metri che ospitano ecosistemi acquatici unici. Il nome viene dal dialetto veneto “tegnùe”, perché trattengono le reti dei pescatori, e sono composte da organismi incrostanti che conferiscono a queste bio-costruzioni, un aspetto simile alle barriere coralline che si elevano dal fondale limoso-sabbioso.

Il prof. Claudio Mazzoli ha partecipato allo studio per l’Università di Padova: “abbiamo spiegato come si formano questi habitat coralligeni, che fungono da substrato per la crescita di diversi tipi di organismi. Tra questi organismi ci sono anche dei coralli, ma anche molti altri: sono delle colonie.

Una delle foto pubblicate nello studio (via)

“Un’importate funzione di questi organismi – ha continuato il prof. Mazzoli – è quella di favorire la biodiversità: le zone in cui sono presenti, ad esempio, sono molto più pescose, quindi sono importanti anche dal punto di vista economico.

“Sono zone non molto diffuse, e sarebbe importante che venissero tutelate maggiormente: in Italia si fa qualcosa, parte di queste tegnùe sono aree marine protette, ma bisognerebbe ampliare queste zone di protezione”.

Lo studio è stato coordinato dall’Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche (Ismar-Cnr) e ha coinvolto, oltre all’Università di Padova, anche l’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale (Ogs), l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) e il Consejo Nacional de Investigaciones Científicas y Técnicas (Conicet) in Argentina.

Osticino
Chi è Osticino
<p>A metà tra l’intrattenitore e il giornalista: racconto storie e ci facciamo due risate. Mi piace parlare di biciclette, di avventure strane e di tutto quello che è “alternativo”. Ho anche un progetto di audio documentari che raccontano i beni confiscati alla mafia in Veneto</p>