“Eravamo cinesi, con degli occhi troppo grandi”

Li avevamo sentiti prima della partenza e li abbiamo incontrati al ritorno: Eugenio Straffelini e Gaetano Imperatore sono i primi due studenti Unipd ad aver lavorato alla tesi magistrale in Cina, sfruttando gli accordi tra Padova e due università cinesi.

Nello specifico si tratta del memorandum tra Padova e Pechino e di quello con l’Università di Guangzhou: Eugenio ha utilizzato dei droni che scattano foto utili a costruire modelli digitali del terreno, Gaetano ha lavorato sul cambio di uso del suolo nella regione di Guangdong (dove si trova Guangzhou), tramite immagini satellitari.

“È stata un’esperienza fantastica – ha detto subito Gaetano — penso che sia l’esperienza che più mi ha cambiato in tutta la mia vita, devo essere sincero. Ti trovi catapultato in una realtà completamente diversa da quella che sei abituato a vivere”.

“È un mondo completamente diverso – ha aggiunto Eugenio – e sicuramente affascinante, proprio per questa sua diversità. In particolare Pechino, dove sono stato io, con i suoi 21 milioni di abitanti”.

Difficile toccare ogni aspetto della vita in un paese nuovo, senza tralasciarne altri: l’esperienza dei ragazzi, entrambi coordinati dal prof. Paolo Tarolli, è durata un mese e ha permesso loro di entrare in contatto con la realtà universitaria cinese, ma anche con la everyday life: “in Cina il cellulare si usa per fare tutto – ci ha raccontato Eugenio – anche per ordinare al ristorante e per pagare, molti cinesi vivono proprio dentro al cellulare. Nonostante la difficoltà iniziale della lingua – ha aggiunto Gaetano – una volta che si comincia a conoscersi si entra veramente molto in empatia, diventi proprio loro amico”.

Eugenio e Gaetano at work, in Cina

Forse la frase finale di questa intervista riassume tutta la chiacchierata: racchiude il vissuto di un’esperienza che, a giudicare dalle loro parole, rimarrà qualcosa di indelebile.

“Noi abbiamo vissuto come dei cinesi: eravamo cinesi con degli occhi troppo grandi!”

Osticino
Chi è Osticino
<p>A metà tra l’intrattenitore e il giornalista: racconto storie e ci facciamo due risate. Mi piace parlare di biciclette, di avventure strane e di tutto quello che è “alternativo”. Ho anche un progetto di audio documentari che raccontano i beni confiscati alla mafia in Veneto</p>