L’Adagio in Sol minore aiuta la memoria negli anziani

Ascoltare l’Adagio in Sol minore di Tomaso Albinoni aiuta a rafforzare la memoria negli anziani. A dirlo è uno studio condotto dal Dipartimento di Psicologia dell’Università di Padova, in collaborazione con l’Università di Chieti-Pescara.

La ricerca, che ha coinvolto 72 anziani residenti in varie zone d’Italia, ha evidenziato come l’ascolto del brano di Albinoni riesca ad influenzare lo stato emotivo e la concentrazione dell’anziano.

“I nostri studi nascono dall’esigenza di scoprire se è possibile potenziare la memoria – ha dichiarato la prof.ssa Erika Borella ai nostri microfoni -. Sappiamo come cambia, con l’avanzare dell’età, l’efficienza delle nostre risorse cognitive, quindi anche quelle della memoria. Siamo riusciti a ottenere ottimi risultati grazie a questo programma sviluppato al Dipartimento di Psicologia Generale. Ci siamo chiesti se fosse possibile magnificare gli effetti del trading presentando dei brani di musica classica. La musica classica infatti è in grado di produrre un effetto emotivo sui partecipanti. Prima di iniziare le attività di allenamento della memoria quindi, ai partecipanti veniva fatto ascoltare per sei minuti o il brano di Albinoni o un brano di Mozart. La nostra idea era quella di vedere se la sonata di Mozart che ha un  ritmo più incalzante e vivace producesse un maggior beneficio rispetto ad una musica più lenta come l’Adagio di Albinoni”.

“I gruppi che ascoltavano prima delle attività il brano classico avevano un beneficio rispetto al gruppo che non ascoltava musica – ha continuato la prof.ssa Borella -. Confrontando il gruppo Albinoni con quello Mozart abbiamo notato come i partecipanti che ascoltavano il primo ottenessero maggior beneficio rispetto a quelli che ascoltavano Mozart.  Questo è perché Albinoni è più lento, rilassante e quindi è un ritmo che probabilmente, visto che è uno studio che dev’essere confermato, è più adatto all’anziano quando deve svolgere attività che richiedono l’uso delle proprie risorse cognitive”.

ADAGIO IN SOL MINORE DI TOMASO ALBINONI

Antonio Massariolo
Chi è Antonio Massariolo
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2 Commenti su L’Adagio in Sol minore aiuta la memoria negli anziani

  1. A me pare che l’idea sia ben raccontata. Forse il pezzo di Albinoni non è dei più adatti per un esperimento sulla musica classica. Ho appena letto la questione dei plagi sul libro Mozart la caduta degli dei di Bianchini & Trombetta, e ci ho trovato un riferimento preciso anche ad Albinoni e a questo Adagio. Non è di Albinoni è un falso. Il musicologo che l’ha composto aveva detto dove l’aveva trovato poi ci si è accorti che l’ha scritto lui nel Novecento. Dovevano chiamarlo effetto Granzotto, non Albinoni. Mi pare sia la stessa cosa dell’uva che hanno fatto vedere in TV che cresce meglio con la musica di Mozart eccetera eccetera. Questi esperimenti secondo il mio modo di vedere dovrebbero farli con tutte le musiche e poi tirare le conclusioni. Che funzioni con quella di Mozart è un luogo comune probabilmente l’effetto uva funziona con Frescobaldi e cento altri ma devono vendere Mozart

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