RadioBue.it - RB. Consiglia
RB. Consiglia


The Death of Anna Karina – Lacrima/Pantera
Musica Italiana - RB. Consiglia
Martedì 26 Aprile 2011 11:25

altErano da ben sei anni che non ne sentivamo parlare. Risale infatti al 2004 la pubblicazione di “New Liberalistic Pleasures”, l'album che ha consacrato i TDOAK alla critica e al pubblico. Il loro nuovissimo album “Lacrima/Pantera”, che vede la band emiliana arricchita di nuove esperienze, si rivela martellante ed inquietante. La novità più grossa è che i Death si apprestano per la prima volta al cantato in italiano, che evidenzia ancora di più le tematiche principali dei loro testi:


Lacrima/Pantera è un album denso di disperata vitalità che parla attraverso citazioni e riferimenti di un amore colto sul vivere, ragazzi uccisi per strada dalla polizia, speranze disattese e nere vite, lotta politica e di classe, coltelli lasciati ad arrugginire nella schiena ed invalicabili barriere emotive, di qualcosa che ci aspetta dopo questo buio, qualcosa che non ci aspetta e forse nemmeno c'è, della fine e della dissoluzione, di noi cinque come amici, di noi tutti come nemici di noi tutti.


Dal punto di vista musicale, Lacrima/Pantera si presenta come un lavoro ben articolato e sviluppato. Forse anche troppo per un gruppone Hardcore incazzato nero col mondo. Manca un po' quella sperimentazione di ritmi e accordi dissonanti, di synth distortissimo e batteria alla dinamite che davano forza a “New Liberalistic Pleasures”. Insomma i cattivi ragazzi si sono ripuliti, assecondandosi un po' al filone presediato dal Teatro degli Orrori.

In ogni caso un album che spacca le orecchie a sufficenza.
Tommaso Rocchi
 
Ministri – Fuori
Musica Italiana - RB. Consiglia
Giovedì 04 Novembre 2010 23:32
Vi siete goduti l'intervista dei Ministri a MusicTalk? RadioBue raddoppia per voi fan con la recensione dell'ultimissimo album, Fuori!

 
Ministri – Fuori
2010 Universal Music Italia Srl

 
Giacchette da parata? Non saranno mica tornati i My Chemical Romance?

altMa ovviamente no, si parla dei Ministri e del loro ultimissimo album, Fuori. Un album che ha un po' scombussolato i fan che li seguivano ben dal 2007, quando entrarono nella scena musicale italiana con I Soldi Son Finiti; Infatti la prima domanda che sorge al primo ascolto dell'album è: come classificare questo trio milanese? Grunge? Indie? Punk-Rock? Tutti e tre ?

Forse la risposta è più semplicemente: sé stessi.

I Ministri riescono a rinnovare il loro stile e le loro idee, forse addolcendo un po' le chitarrone e la linea di canto, ma aggiungendo ancor più vetriolo ai loro testi. C'è sempre più disgusto e pietà per una società moderna che ormai non ha più nessun senso. Non ha senso perché non si riesce a capirla, o meglio la si comprende con la testa ma non con il cuore. Pezzi come Fuori, Gli Alberi, Il Sole sono una sorta di epitaffio dell'ultimo romantico rimasto al mondo, sofferente e stanco perché ormai non sente più nessun legame con la realtà, e che urla nel vano tentativo di far comprendere agli altri la falsità che ci circonda.

Così sputa sopra la politica, sopra l'amore ormai snaturato, agli interessi commerciali, alla tv che lava il cervello, sopra agli ipocriti e ai razionalisti, celando la segreta speranza che questo nichilismo sfrenato porti ad una purificazione ed a una rinascita, se non della società, almeno di sé stessi.

L'album Fuori è sicuramente molto particolare, forse meno diretto ma più “invadente”, capace di entrare lentamente nel cuore degli ascoltatori, solleticando ed agitando la gola col sapore e il calore del miele, lasciando però la punta amara del fiele. Perchè la bellezza dei Ministri sta proprio in questo, nel trovare una dolcezza, seppur triste, nascosta nell'amarezza della vita.

Tommaso Rocchi

 
Linea 77 – Horror Vacui
Musica Italiana - RB. Consiglia
Lunedì 25 Ottobre 2010 16:33
Se siete dalle parti di Marghera il 30 ottobre non potete perdervi i Linea 77 con il loro “Tanto Peggio Per I Fatti” tour. Nel mentre RadioBue vi propone la recensione del loro penultimo album, Horror Vacui.

 
Linea 77 – Horror Vacui
2008 Universal Music Italia Srl

 
Siamo sempre meglio...

altSe c'è una cosa che ho sempre adorato dei Linea 77 è l'autoironia. Per la serie quando tutto va male, meglio riderci sopra. Ne è passato di tempo da quando il gruppo torinese scorrazzava per il Piemonte su un furgoncino arrugginito, e in questo lungo periodo hanno analizzato la situazione italiana, sia dal punto di vista musicale che da quello umano.

La conclusione?

Siamo circondati da moralisti e benpensanti, ipocriti, opportunisti e leccaculo, le stesse persone che purtroppo fanno strada nella vita. E come si fa in questo caso ?
Sarebbe poco educato rompergli la faccia con una spranga arrugginita, senza considerare che ci si abbasserebbe al loro stesso livello. Molto meglio infierire con la cara vecchia satira, cosa in cui fortunatamente (o sfortunatamente?) noi italiani siamo maestri; e allora dagli al politico arraffone, ai maniaci di social network, ma soprattutto alla “nuova musica italiana”.
 
Sì perché i Linea 77 sono uno dei pochi gruppi italiani che continuano a fare musica ricercata, senza sottostare necessariamente e passivamente alle regole del mercato commerciale. Con questa ondata di Amicici e X-Fattori veniamo continuamente tartassati dalla solita sciaquetta dalla voce pop o il belloccio che dura al massimo una stagione, ma che purtroppo sentiamo ovunque, per quanto ci tappiamo le orecchie.

Con il loro album Horror Vacui i Linea 77 hanno incrementato il numero di pezzi in italiano proprio per fornire un'alternativa a questa monotonia musicale, come a dire che c'è un mondo di musica nostrana che viene palesemente ignorata dalla massa, ma questo non vuol dire che abbia meno dignità. Pezzi come “Sempre Meglio”, “Il Mostro”, “Sogni Risplendono” (con la collaborazione di Tiziano Ferro) oltre a vantare testi acidi, sprezzanti ma ricercati possiedono un grande impatto per via delle sonorità usate, con arrangiamenti e riff ben distanti dalle solite produzioni commerciali attuali, con chitarrone aggressive e una batteria pestata capaci di far venire un colpo alla Maionchi.

Insomma, i Linea 77 e purtroppo pochi altri continuano a portare avanti la musica italiana ancora “intelligente”, frutto di sforzi, passione, amore e tanti sacrifici, cose che un concorrente di un reality show non sa neanche come si scrivono.

Tommaso Rocchi
 
La Traviata
Musica Italiana - RB. Consiglia
Domenica 17 Ottobre 2010 20:46
La Traviata
Netrebko, Villazòn, Hampson
Wiener Philarmoniker
2005 Deutsche Grammophon

 

altMa come, si parla pure di opera lirica qui? Certamente, anche se devo dire che è con un certo rammarico che ne parlo. Sì, perché come di consuetudine noi italiani siamo i soliti fessi: vantiamo la più grande e bella produzione di musica classica al mondo, e come al solito non la sfruttiamo, e nemmeno la promuoviamo. E ovviamente i tagli alla cultura e allo spettacolo non aiutano certamente a migliorare la situazione.

Ma dove l'Italia arranca, l'Austria sa approfittarne. Il famosissimo Salzburger Festspiele ospita ogni anno le più belle e raffinate rappresentazioni di teatro d'opera e di musica classica, fra le quali moltissime opere italiane. E nel lontano 2005 trionfò proprio un classico di casa nostra, La Traviata di Giuseppe Verdi. Appartenente alla cosiddetta “triologia popolare” (assieme al Rigoletto e al Trovatore) è sicuramente uno dei classici più apprezzati di quello che è stato il più grande e amato compositore dell'800, che sotto la conduzione di Carlo Rizzi trova tutta un altra sfumatura. 

Per un melodramma dove si intrecciano amore e morte, scandali e gelosia, follia e lussuria è necessaria una direzione appassionata, potente del suono degli archi che però sappia acquietarsi e dare risalto alla voce degli interpreti. E proprio negli interpreti risiede la forza di quest'opera: la parte di Violetta Valery è affidata alla magnifica Anna Netrebko, soprano di coloratura russo con una storia da Cenerentola dei nostri tempi. Inizia infatti lavando i pavimenti del teatro Mariinskij di San Pietroburgo per pagarsi le lezioni di canto, e in breve tempo diventa la diva che tutti i teatri si contendono.
 
Bellissima ed incantevole, riesce a calarsi magnificamente nella parte di Violetta, facendo percepire attraverso il suoi canto e i suoi gesti l'amore per la vita, la passione e la spensieratezza che caratterizzano la protagonista, calando poi in vortici di tristezza e malinconia in grado di far piangere il cuore anche al più insensibile degli spettatori.
Supportata magnificamente da Rolando Villazòn, suo storico partner nel ruolo di Alfredo Germont, e da Thomas Hampson nel ruolo del padre di Alfredo, Anna si libra come una farfalla sul palcoscenico disegnando note di allegria e gioia, sprezzando l'amore ed inneggiando il puro piacere fine a sé stesso, per poi cadere nell'ansia e nell'inquietudine quando sente avvicinarsi lo spettro della morte, risollevandosi una volta trovato l'unico amore della sua vita e cadendo esanime a terra cullata dal ricordo di esso.

Ma quello che rende unico questo spettacolo è la regia di Brian Large, che allestisce un semplice palcoscenico bianco sul quale spicca il vestito rosso di Violetta e un enorme orologio che segna il tempo che scorre inesorabile per la protagonista. Per questo vi consiglio la visione del Dvd, sempre edito dalla Deutsche Grammophon, per poter apprezzare maggiormente quest'opera della quale, per una volta, noi italiani possiamo andare fieri.

Tommaso Rocchi